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Fatte accattà da ci no’ te conosce

Quando non c’erano le comodità di oggi, bagni in primis, e soprattutto le condotte fognarie, i bisogni corporali si espletavano nel cantero, ‘U PRISE, altrimenti noto come ” ‘U zije Peppe” (zio Peppe) o ” ‘U manzignore” (il monsignore). Ce ne erano di varie dimensioni: 12, 24, 48 (per capire a cosa si riferisse il numero, usate la fantasia 🤣).

La mattina presto passava il carretto con l’addetto a raccogliere tutti gli escrementi (è il caso di dire che era proprio un lavoro di….🙊). Tornando a noi, tempo fa questo carretto pare fosse trainato da un asinello vecchio e malandato.

Il padrone, quindi, decise di andare alla fiera, venderlo e comprarne uno più giovane e forte. Ma quando l’asinello si ritrovò esposto alla fiera, avendo ormai capito tutto, iniziò a ragliare con vigore per dimostrare che non era poi così vecchio, nella speranza essere ricomprato. Imbarazzato per il macello che stava combinando, il vecchio padrone gli si avvicinò all’orecchio e gli sussurrò: “FATTE ACCATTA’ DA CI NO’ TE CANOSCE “. 🤔😋 Da quel momento, questa è la frase usata a Taranto per chi millanta doti o qualità che non ha.

di Silvia Quero

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