La storia di Taranto ebbe inizio già 3500 anni orsono. L’età della sua nascita si fa coincidere con il 706 a.C. e con lo sbarco a Saturo di una colonia di Spartani, ma in effetti la sua storia è molto più antica ed i turisti possono vederne i resti nei musei dell’Isola del Borgo Antico.

Il Tempio di Poseidone è datato al primo quarto del VI secolo a.C.. Si presuppone che la peristasi dorica sia dovuta ad una fase di espansione successiva alla costruzione della cella in quanto non si riscontrano connessioni costruttive nelle fondazioni con il nucleo più antico.
Il tempio ha subito saccheggi già in età post-antica e parti del tempio sono stati utilizzati per la costruzione di altri edifici. I ruderi del tempio erano inglobati nella chiesa della SS. Trinità, nel cortile dell’oratorio dei Trinitari, nella casa Mastronuzzi e nel convento dei Celestini.
Nel 1700 erano ancora visibili dieci spezzoni di colonne, ma furono rimossi e andarono dispersi durante il rifacimento del convento nel 1729. Verso la fine dell’Ottocento, l’archeologo Luigi Viola ne studiò i resti ed attribuì il tempio al culto di Poseidone, ma esso è più probabilmente da mettere in relazione con le divinità femminili di Artemide, Persefone o Hera. Altri reperti andarono dispersi con la successiva demolizione del convento nel 1926 e della vicina chiesa nel 1973.
I Partheni giunsero a Taranto e questa era solo un’isola con un piccolo villaggio di genti Iapigie (popolazione indoeuropea).
Furono i profughi di Sparta a trasformare il villaggio in un centro urbano, dotato delle nuove architetture, la loro cultura e la loro civiltà.
