Tour Inside

‘A TRASUTE CARNEVALE!

Nel primo decennio del ‘900 sino alla vigilia della prima guerra mondiale il Carnevale ,a Taranto, unicamente popolaresco si svolgeva nei vicoli di Via di Mezzo, lungo la Marina e in Piazza Fontana in cui dominavano sovrani il tamburello e la frenetica PIZZICA PIZZICA .

Si cantava si ballava nelle case, nelle piazzette , nei larghi ovunque ci fosse spazio sufficiente.

Ai balconi esponevano un grosso fantoccio, un pupazzo imbottito di stacci od altro e sul capo gli ponevano un cibbusse (cilindro) , chi un cappello comune , fra le mani un giornale o un libro e in bocca una pipa di creta con una cannuccia lunga. Lo chiamavano ‘u Tàte (il papà della baldoria cioè Carnevale) . Durante l’ultimo giorno , ‘u Tàte , disteso ‘ind’a ‘nnu chiavute (bara) e posto poi su di una trainèdde (carrettino a due ruote tirato a mano) veniva seguito da una folla in maschera per le vie della città vecchia.

A mezzanotte il Tate veniva bruciato in Piazza Fontana fra schiamazzi e pianti finti con canti e la pizzica pizzica accompagnati dal suono dei tamburelli.

Dalla Marina sbucavano i trainieri che cavalcano cavalli da tiro e indossando la divisa dismessa della Marina Militare.

Non mancavano maschere travestite da scimmute (gobbo) e il suo sciummo (gobba), ovviamente veniva toccato da tutte le maschere quale portafortuna.

Alcuni si travestivano con una lunga camicia bianca che giungeva sino ai piedi, sul capo un fazzoletto bianco e n’’u rennale ( vaso da notte) sorretto sotto il braccio sinistro che conteneva l’uegghie sande p’’u Tate (l’olio santa per il Tata morto).

Questa maschera comica rappresentava per il popolino una figura tipica tarantina realmente vissuta una donna che tutti conoscevano in Taranto vecchia Angiacche ‘a tignose, che si guadagnava un tozzo di pane che faceva il mestiere di scetta prise o nèttacummune cioè riversava in Mar Piccolo i liquami ovvero l’espletamento dei bisogni fisiologici.

Ancora nei primi novecento era in uso ‘a pitriscine la battaglia dei cannelline.

Il tutto si concludeva con la pizzica pizzica.

VI RICORDIAMO

CHIUNQUE ABBIA VOGLIA DI PARTECIPARE ATTIVAMENTE ALLA SESTA EDIZIONE DI “‘U CARNEVALE DE ‘NA VOTE ” CI CONTATTI! #TARANTINIDION Taranto

A cura di Cinzia Pizzo

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